Termogenesi indotta dall’acqua (WIT): il mito del bere acqua per aumentare il metabolismo

La termogenesi indotta dall’acqua (WIT, water-induced thermogenesis) è un fenomeno ipotizzato in passato da alcuni ricercatori secondo cui l’ingestione di acqua stimolerebbe la termogenesi, cioè un aumento della spesa energetica.

Questo processo è stato proposto e discusso nella ricerca nel primi anni 2000 ma tra gli scienziati la sua esistenza è stata largamente dibattuta.

Ciò nonostante, nella letteratura commerciale e in molti siti web sensazionalistici ne è stato dato spesso un grande risalto facendolo passare come un meccanismo ben stabilito, e addirittura capace di promuovere la perdita di peso.

La termogenesi indotta dall’acqua esiste?

La WIT venne proposta da una ricerca del 2003 condotta da Boschmann e colleghi. Gli scienziati osservarono che quando i soggetti coinvolti bevevano 500 mL di acqua a temperatura ambiente l’attività metabolica aumentava del 30%, disperdendo ~20 kcal in un’ora (1).

La prima ipotesi era che l’acqua sortisse questo effetto attraverso un aumento dell’attività del sistema nervoso simpatico. Secondo le previsioni, 1.5 L di acqua al giorno avrebbero portato a spendere ~50 kcal (1), quindi coprire il fabbisogno idrico per un uomo di 3 L al giorno avrebbe potuto comportare una spesa complessiva di ~100 kcal.

Quello di Boschmann fu il primo esperimento a registrare un rilevante effetto termogenico dell’acqua, ed è curioso che dagli anni ’80 i numerosi studi precedenti non avevano mai osservato effetti significativi (2). Non a caso le conclusioni del team, seppur supportate da alcuni studi successivi, vennero messe in discussione da altri scienziati secondo cui i risultati sarebbero stati dovuti a vari problemi metodologici che portarono a sovrastimare la spesa energetica (2,3).

Dopo vari dibattiti e botta e risposta, la questione sembra essere stata risolta nel 2015 da Charrière et al mettendo a confronto 500 mL di acqua distillata a temperatura ambiente e un trattanemento “finto” (2). Il trattamento finto consisteva semplicemente nel portare alle labbra il bicchiere d’acqua da 500 mL senza però ingerirla.

In entrambi i trattamenti si registrò un aumento minimo dell’attività metabolica per circa 2 ore, ma non statisticamente differente. Gli studiosi conclusero che l’aumento della spesa energetica non fosse causato dall’acqua in sé, ma da “aspetti psicobiologici, e forse sensoriali, legati [solo] all’atto associato al bere (cioè [anche] senza ingerire l’acqua)” (2).

Un possibile argomento ulteriore a sostegno dell’esistenza della WIT è che l’acqua dovrebbe essere bevuta fredda per ciò che il corpo spenda energia per riscaldarla, cosa effettivamente suggerita da uno degli studi sul caso (3). Ma lo studio che stabilì questa differenza registrò un dispendio aggiuntivo di sole ~4 kcal (3), una spesa irrilevante dovuta probabilmente al fatto che il corpo non aumenta la produzione di calore, ma semplicemente ne riduce la dispersione (4).

Conclusioni: la WIT è un effetto finto

La termogenesi indotta dall’acqua (WIT) è processo ipotizzato nei primi anni 2000 da alcuni scienziati, secondo cui il semplice bere acqua avrebbe aumentato la spesa energetica in maniera significativa, favorendo in questo modo la perdita e il controllo del peso.

Date le numerose evidenze discordanti, nella ricerca la questione è stata dibattuta per circa un decennio, per concludere che questo effetto non comporta una spesa significativa che non è dovuta all’ingestione di acqua in sé, ma ad alcuni fattori psicobiologici: per questo la WIT è stata definita dai ricercatori come un “effetto finto” (sham effect) (2).

Ma nonostante nella ricerca la questione fosse stata risolta a metà degli anni ’10, poco prima erano state presentate alcune diete commerciali che, ignorando completamente le controversie e i dibattiti nella ricerca, hanno citato selettivamente le ricerche di Boschmann (cherry picking) per far passare il messaggio che il processo fosse confermato e che avrebbe promosso la perdita di peso (5,6). Celebre in Italia l’esempio del medico Nicola Sorrentino con il libro La Dieta dell’Acqua, pubblicato un anno prima che la questione fosse chiarita, dove la proposta dietetica si incentrava proprio su questo presunto fenomeno poi smentito (5).

Riferimenti:

  1. Boschmann M et al. Water-induced thermogenesis. J Clin Endocrinol Metab. 2003 Dec;88(12):6015-9.
  2. Charrière N et al. Water-induced thermogenesis and fat oxidation: a reassessment. Nutr Diabetes. 2015 Dec; 5(12): e190.
  3. Brown CM et al. Water-induced thermogenesis reconsidered: the effects of osmolality and water temperature on energy expenditure after drinking. J Clin Endocrinol Metab. 2006 Sep;91(9):3598-602.
  4. Girona M et al. Cardiovascular and metabolic responses to tap water ingestion in young humans: does the water temperature matter? Acta Physiol (Oxf). 2014 Jun;211(2):358-70.
  5. Sorrentino N. La dieta dell’acqua: Che cosa mangiare, che acqua bere per stare bene e perdere peso. Salani editore, 2014.
  6. Filingeri VS. Fat Control: The NET Equation. First Edition Design Pub. 2011.

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