Il doping aumenta o riduce il rischio di infortuni?
 

Quante volte avete sentito espressioni del tipo “Va beh, quel tizio non si rompe mai solo perché si bomba! Prova a fare quelle robe da natural e ti scassi”?

Queste chiacchiere piuttosto frequenti lasciano intendere che con il doping si riesca a recuperare e tollerare stress articolari e carichi di lavoro che altrimenti porterebbero ad infortunio.

Ma avete mai fatto caso che paradossalmente si sente dire anche l’esatto contrario? Soprattutto in certi ambienti si dice spesso che gli atleti natural in quel modo non si infortunano, o che determinati infortuni accadono solo ai dopati. Ed effettivamente, quanti natural (su cui mettereste la mano sul fuoco) conoscete che si sono rotti il tendine del bicipite?

Non so a voi, ma a me sembra che qualcosa non quadri: come può essere che il doping aumenti e diminuisca contemporaneamente gli infortuni? Verrebbe da concludere che una delle due sia falsa per forza. Invece, ragionandoci sopra potrebbero essere vere entrambe.

Premessa

In questo articolo farò considerazioni che sono frutto di speculazioni senza prove a supporto, dato che non ci sono molti dati sulla relazione tra doping e tasso di infortuni. Personalmente non ho nemmeno un’esperienza diretta né una conoscenza dettagliata sui vari farmaci dopanti, quindi mi si perdoni qualche imprecisione.

In questo caso prenderò molto in considerazione anche aneddoti, racconti, osservazioni che ho potuto sentire vivendo in questo ambiente per molto tempo. Le argomentazioni proposte avranno quindi un carattere generale e andranno valutate per i concetti alla base e non per i dettagli.

Un po’ di ricerca

La maggior parte di quanto riporto l’ho rinvenuto in una nota review del 2018 (1). Per quanto sia ben noto e documentato l’effetto deleterio del cortisone sui tessuti connettivi, gli effetti sui tendini degli anabolizzanti sono un po’ più controversi.

Si riportano diverse prove sull’aumento della rigidità tendinea (ma non sempre, e variabile tra sedentari e allenati) che preciso, non implica automaticamente una ridotta capacità di tollerare alti carichi. Altri dati mostrano come il nadrolone (nome commerciale Deca-Durabolin®) combinato l’esercizio fisico, in cronico aumenti le dimensioni delle fibre di collagene.

Si specula che l’ipertrofia delle fibre di collagene non sia sufficiente a bilanciare l’aumento della forza contrattile del muscolo, rappresentando per chi usa farmaci un fattore di rischio. Una teoria molto diffusa infatti è che con i farmaci il muscolo e la forza crescano molto di più e più velocemente rispetto alla resistenza dei tendini, aumentando così il rischio di infortuni. Questa ipotesi non è mai stata messa alla prova, ma alcuni dati indiretti la supportano.

Altri dati sul nandrolone mostrano un potenziale effetto dannoso sul rimodellamento del tendine. È curioso notare invece parecchie prove sull’aumentata velocità di guarigione delle lesioni muscolari (tessuto muscolare, non tendine), in particolare della cuffia dei rotatori, e si ragioni sul rapporto tra rischi (per il tendine) e benefici (per la lesione muscolare).

Ma i più recenti studi specifici sulle conseguenze tendinee sono tutti (ad eccezione di due) su roditori o in vitro, oltre che quasi tutti solo con un singolo farmaco (quasi sempre nandrolone), per poche settimane, e a dosaggi che chiamano “elevati” ma che realisticamente sono molto bassi. Quello che succede negli anni con dosaggi realistici e la combinazione di molti farmaci (ne esistono diverse decine) non è dato saperlo.

Uno studio osservazionale riporta dei dati interessanti (2). Si tratta di un’intervista a bodybuilder in cui emergeva che tra gli utilizzatori di steroidi, il 22% riportava almeno una rottura tendinea contro il solo 6% dei natural, quasi 4 volte di più. Curiosamente, le rotture tendinee di muscoli della parte superiore del corpo erano il 100% negli utilizzatori di anabolizzanti.

Nel 1998 hanno pubblicato uno studio a mio avviso molto intelligente (3). I ricercatori hanno prelevato un campione dal tendine rotto da operare da pazienti dopati e natural, e tra i due non sono state trovate differenze strutturali nel collagene.

Questa osservazione è interessante ma da contestualizzare: i due tendini possono essere molto simili, con fibre di collagene uguali e non deteriorate, ma il carico che deve subire quello di chi usa steroidi è probabilmente molto più alto! Se non altro, questo fa pensare che effettivamente gli steroidi non abbiano un proporzionale effetto sui tendini rispetto al muscolo.

Un altro aspetto curioso è che praticamente tutti i casi di studio in letteratura su infortuni poco frequenti come rottura bilaterale del tendine del quadricipite e simili siano solo su persone che usano steroidi. In particolare, uno studio di un certo peso fa il punto della situazione sulla rottura del tendine del tricipite, e riconosce l’uso di anabolizzanti come fattore di rischio (anche qui, a quanti natural che conoscete è successo?) (4).

Un altro studio interessante ha raccolto dei dati tramite questionari su quasi 1000 ex-atleti agonisti (5). Circa il 20% di questi hanno ammesso di aver usato anabolizzanti (sebbene ritenga probabile che il numero fosse in realtà ben più alto). Tra le varie cose, l’uso di anabolizzanti era associato anche alla rottura tendinea (oltre che a disturbi psichiatrici, depressione, e problemi d’ansia).

Come gli steroidi riducono gli infortuni

Tirando le somme, provo a spiegare perché può essere in parte vero con il doping non ci si infortuna facilmente con allenamenti che sarebbero insostenibili per i natural.

Perché aneddoti di persone che dicono “sotto ciclo mai avuto un dolore, ma se faccio quelle cose da natural mi rompo” se ne sentono molti, e può esserci molto di vero.

Ipotizziamo un programma di allenamento esagerato, che si ha paura di rompersi solo leggendolo. Iniziare ad assumere farmaci favorisce una spinta nella capacità di recupero, nella forza, e nella velocità di progredire che abbassa molto il “livello” del programma: è come se i carichi diventassero più leggeri e i tempi di recupero più lunghi (perché si recupera più velocemente). Ecco che di colpo un programma normalmente folle non è più così insostenibile.

Come gli steroidi aumentano gli infortuni

La realtà dei fatti però è diversa. Quando si iniziano ad usare farmaci i carichi aumentano, i pesi diventano leggeri, si è carichi di grinta e motivazione, ci si sente Dio e tutto va alla grande.

Ne consegue che resistere alla tentazione di aggiungere 10 kg in più diventa quasi impossibile, e una volta passati al “lato oscuro” trattenersi dall’aumentare le dosi o prolungare il trattamento diventa altrettanto difficile.

A questo si aggiunga che i cambiamenti di forza possono essere incredibilmente repentini, e gestirli (soprattutto psicologicamente) non è per nulla facile. Frequenti sono i casi di persone che in poche settimane incrementano i carichi più di quanto un natural fa in un anno o due. Sommateci spinta motivazionale, carichi molto più alti, grinta, carica, pompaggio ed energia verso l’allenamento, e abbiamo la ricetta perfetta per l’infortunio.

Conclusioni

La mia conclusione è che con i farmaci dopanti è possibile ottenere allo stesso tempo un ruolo protettivo e una maggiore esposizione ad alcuni tipi di infortuni, soprattutto di natura tendinea e muscolare. Non è una contraddizione, la differenza sta in cosa fate, per quanto tempo, e in quanto siete prudenti.

Con tutti i limiti del caso, i dato disponibili portano a concludere che chi usa farmaci è esposto a maggiori rischi per i tendini (e probabilmente altre strutture). La mia opinione però è che nella maggior parte dei casi l’infortunio sia dovuto a una commistione di fattori dati principalmente da questioni psicologiche, tra cui una scarsa capacità di gestione dei carichi a causa dei bruschi aumenti di forza.

Riferimenti:

  1. Jones IA et al. Anabolic steroids and tendons: A review of their mechanical, structural, and biologic effects. J Orthop Res. 2018 Nov;36(11):2830-2841.
  2. Kanayama G et al. Ruptured tendons in anabolic androgenic steroid users: a cross sectional cohort study. Am J Sports Med . 2015 Nov;43(11):2638-44.
  3. Evans NA et al. Ultrastructural analysis of ruptured tendon from anabolic steroid users. Injury. 1998 Dec;29(10):769-73.
  4. Dunn JC et al. Triceps tendon ruptures: a systematic review. Hand (NY). 2017 Sep;12(5):431-438.
  5. Bagge ASL et al. Somatic effects of AAS abuse: A 30-years follow-up study of male former power sports athletes. J Sci Med Sport . 2017 Sep;20(9):814-818.

 

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