Deltoide posteriore: linea di trazione e piano di lavoro ottimali

Nel resistance training per la muscolazione esistono due teorie contrastanti su quale movimento della spalla (articolazione gleno-omerale) sia più ottimale per stimolare i deltoidi posteriori.

Secondo le posizioni più tradizionali questo muscolo viene coinvolto preferenzialmente con l’estensione orizzontale di spalla (piano trasverso), secondo altre posizioni sarebbe invece meglio reclutato con l’estensione di spalla (piano sagittale). 

Nell’articolo si analizzano le due teorie contrastanti per valutare quale di queste possa risultare più convincente, sulla base degli aspetti anatomici e biomeccanici e della letteratura pubblicata.

Azione del deltoide posteriore

Il deltoide posteriore (o spinale) origina dal labbro inferiore della spina della scapola e si inserisce, assieme agli altri capi del deltoide, sulla tuberosità deltoidea dell’omero. Le sue funzioni anatomiche principali sono estensione, estensione orizzontale, adduzione e extra-rotazione di spalla. 

Tra le quattro azioni menzionate, le due forme di estensione sono ritenute le più importanti (1), ma in genere si ritiene anche che tra queste sia l’estensione orizzontale il movimento prediletto per ottimizzare il reclutamento e l’ipertrofia di questo fascio (2,3).

Per questo motivo le croci inverse sono riconosciute come la categoria di esercizi principale per stimolarlo, assieme ai movimenti di trazione orizzontale (rematori) “a gomiti larghi” (4,5), che si muovono sullo stesso piano di lavoro, cioè il trasverso.

Tuttavia, alcuni specialisti dell’ipertrofia sostengono che l’estensione orizzontale non sia in realtà il movimento più efficiente per reclutare i deltoidi posteriori, e che sarebbero più produttivi i movimenti di estensione, prendendo in considerazione vari aspetti anatomici e biomeccanici.

L’ipotesi dell’estensione orizzontale di spalla (piano trasverso)

L’ipotesi predominante nell’ambito dell’esercizio contro resistenza è che i movimenti di estensione orizzontale siano più efficienti per reclutare il deltoide posteriore rispetto ai movimenti di estensione (2,3). In anatomia infatti il deltoide posteriore è riconosciuto come il più importante estensore orizzontale di spalla (6,7), accompagnato da sottospinato, e secondariamente da sovraspinato e piccolo rotondo (6).

Ma il deltoide posteriore è fortemente attivato anche nell’estensione, e non è ben chiaro quale dei due movimenti sia migliore per stimolarlo. Uno studio comparativo ha confrontato un bench pull unilaterale e una croce inversa unilaterale osservando una simile attivazione tra i due (7), ma date alcune importanti limitazioni (8) non può essere data una chiara risposta solo da questi dati. 

Su queste basi rimane un’incertezza se ritenere l’estensione orizzontale più efficiente per stimolare il deltoide posteriore. Un principio che rafforza però questa ipotesi è che nell’estensione orizzontale vengono portati “fuori gioco” i forti muscoli gran dorsale e gran rotondo a vantaggio di una ridistribuzione del carico sul deltoide posteriore, l’unico tra i tre che rimane altamente attivo.

Gran dorsale e gran rotondo non risultano degli efficienti estensori orizzontali (6), evidentemente perché il piano trasversale non è allineato con le loro linee di trazione, dirette verso il basso, cioè verso la loro origine. La linea di trazione delle fibre del deltoide posteriore rimane invece allineata con il piano di lavoro in maniera da garantire la sua attivazione predominante nel movimento, come confermano i dati pubblicati (10,11).

L’ipotesi dell’estensione di spalla (piano sagittale) 

Un’ipotesi alternativa sostenuta da alcuni coach è che il deltoide posteriore compia un lavoro più efficiente nell’estensione di spalla (12). In questo movimento le fibre del deltoide posteriore sono ben allineate con le direzione del movimento, e durante l’accorciamento origine e inserzione si avvicinano opponendosi perfettamente alla resistenza.

L’anatomia funzionale e gli studi sull’attivazione confermano infatti che il deltoide posteriore è uno dei principali estensori di spalla (piano sagittale) assieme a gran dorsale e gran rotondo (10). 

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