“Muscoli grandi” e “muscoli piccoli” sono definizioni valide? Si richiede una rivisitazione

Nel fitness & bodybuilding si sono da tempo consolidate delle definizioni sui “muscoli grandi e i muscoli piccoli” che inevitabilmente hanno contribuito a definire la teoria dell’allenamento per l’ipertrofia muscolare.

Vengono comunemente identificati come “muscoli grandi” gran pettorale, gran dorsale/schiena e cosce/glutei, mentre i gruppi muscolari restanti vengono considerati “piccoli” o tuttalpiù “intermedi”. 

Ma il riconoscimento delle rispettive dimensioni è arbitraria, non trovando conferme da misurazioni oggettive. Questo aggiornamento dovrebbe quindi portare a una rivisitazione della teoria e della programmazione dell’allenamento, rivalutando l’organizzazione delle variabili laddove siano influenzate dal riconoscimento delle dimensioni anatomiche dei muscoli.

Parte superiore del corpo

Secondo quanto misurato dalle varie ricerche pubblicate, il tricipite brachiale e il deltoide risultano i muscoli più voluminosi della parte superiore del corpo, addirittura più grandi del gran dorsale e del gran pettorale (1).

Questo errore è dovuto alla percezione visiva delle dimensioni piuttosto che all’effettivo volume di un dato muscolo. La dimensione dei muscoli infatti si riferisce al loro volume, rappresentato dalla quantità totale di tessuto muscolare espresso in unità cubiche (quindi nella loro tridimensionalità) e non alla loro lunghezza e larghezza (area superficiale) (1).

Parte inferiore del corpo

Per quanto riguarda le cosce, le corrispondenze tra dimensione percepita e effettiva possono essere più intuibili. Il quadricipite nel suo insieme risulta il più grande, seguito dal grande gluteo, il gruppo degli ischiocrurali, il grande adduttore, l’ileopsoas e gli altri a seguire (1). 

Tra i muscoli dell’arto inferiore è il tricipite surale (gastrocnemio, soleo e plantare) a risultare poco intuibile. Questo gruppo sembra essere grande circa come il grande gluteo e più degli ischiocrurali (2,3). È ipotizzabile che ciò sia dovuto almeno in parte al fatto che i soggetti non-sportivi riescono a svilupparlo relativamente nella vita quotidiana (3) (soprattutto il soleo, più attivo del gastrocnemio nei movimenti ordinari).

Implicazioni

Sulle base di queste osservazioni, sembra che l’impostazione ottimale delle variabili dell’allenamento debba essere per certi aspetti piuttosto rivista, perché tradizionalmente basata sull’errata percezione circa le dimensioni muscolari. 

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