La contrazione auxotonica è quella degli esercizi con elastici? No

Nei testi e siti di fitness e vari corsi di formazione viene detto che la contrazione auxotonica è quel tipo di contrazione muscolare in cui la tensione aumenta di pari passo con l’accorciamento muscolare (cioè progredendo nella fase concentrica).

Quindi l’auxotonia viene praticamente sempre associata all’utilizzo degli elastici, che più vengono tesi e più forniscono tensione. Pur essendo un mantra ripetuto da tutti, è in realtà sbagliato.

I paradossi della definizione comune

Se questa definizione fosse vera, vorrebbe dire che contrazione auxotonica sarebbe stretto sinonimo di curva della resistenza ascendente (o curva della forza discendente), perché in questo caso la resistenza aumenta di pari passo con l’accorciamento muscolare. In parole semplici il rematore, le alzate laterali o le croci inverse ai pesi liberi prevederebbero una contrazione auxotonica, eppure non vengono usati gli elastici.

Se gli elastici vengono usati in esercizi con curva della resistenza ascendente (sempre rematori o alzate laterali come esempio), le variazioni della resistenza non cambiano: l’elastico aumenta la resistenza allungandosi di pari passo con l’accorciamento muscolare, ma la curva rimane ascendente come ai pesi liberi, dove la resistenza sarebbe comunque crescente. Al contrario, esistono casi in cui nei movimenti con elastici la resistenza durante l’accorciamento muscolare si riduce comunque; ciò dipende dall’origine dell’elastico in rapporto al tipo di movimento.

Ad esempio, se si eseguisse una croce per il petto con un elastico che origina da dietro la spalla, la resistenza andrebbe calando a causa della riduzione del braccio di leva (distanza perpendicolare tra fulcro e punto di applicazione della forza). Quindi il fatto che più l’elastico viene teso e più fornisce tensione, non vuol dire per forza la tensione e la forza interna (muscolare) aumentino in proporzione all’accorciamento muscolare.

Gli elastici vengono spesso associati alle cosiddette resistenze accomodanti, termine generico riferito a quelle metodologie di resistance training dove la tensione rimane elevata e relativamente costante lungo tutti gli angoli del range di movimento (ROM) (1). In realtà, l’elastico funge da resistenza accomodante solo negli esercizi con curva della resistenza discendente (come squat, panca piana o military press), poiché compensa la riduzione della tensione tipica di questa curva. Come visto sopra, negli esercizi con curva ascendente (rematori, alzate laterali ecc) l’elastico invece impone un aumento della tensione crescente come ai pesi liberi o ai cavi (se condividono la stessa origine).

Qual è il vero significato di contrazione auxotonica?

Curiosamente, nella letteratura scientifica il concetto di contrazione auxotonica viene più spesso usato nell’ambito del muscolo liscio o cardiaco, e più raramente nell’ambito del resistance training. Solo alcuni testi lo introducono anche nel resistance training, ma questa menzione è meno comune per quanto ben applicabile. In alcune delle review più importanti sul resistance training con elastici pubblicate recentemente, il termine non viene mai menzionato (2,3).

Secondo l’etimologia, auxo è accrescimento, tonico è tensione, quindi “tensione crescente”. Dato che la contrazione muscolare si associa alla fase concentrica, questo farebbe pensare effettivamente agli elastici o alla curva della resistenza ascendente, tipica di alzate laterali, rematori, croci inverse o leg extension. Eppure le comuni definizioni accademiche di contrazione muscolare auxotonica non sembrano confermare questa idea.

Secondo l’uso che ne viene fatto in letteratura, la contrazione auxotonica è caratterizzata da un cambiamento simultaneo della forza/tensione e della lunghezza muscolare (4,5,6), o una contrazione muscolare contro una resistenza variabile (7,8). Quindi la contrazione auxotonica può prevedere sia un aumento della resistenza di pari passo con l’accorciamento, sia il contrario, sia una curva a campana (prima ascendente e poi discendente).

In relazione al resistance training, questo tipo di contrazione dinamica è associato ai pesi liberi (6,8). Quindi si potrebbe definire auxotonica la contrazione comunemente usata in palestra, quella che viene impropriamente chiamata isotonica (8).

Come si chiamano le contrazioni contro resistenza elastica?

Le contrazioni muscolari contro resistenza elastica non sembrano avere un nome specifico. Questo tipo di contrazione ha delle caratteristiche a sé rispetto ai normali tipi di contrazione dinamica (auxotonica, isocinetica, isotonica), perché l’attrezzo fornisce un aumento della resistenza di pari passo con il completamento della fase concentrica. Anche in alcune importanti review recenti dedicate alle resistenze elastiche si limitano a chiamarla resistenza elastica, senza parlare di un tipo di contrazione muscolare specifica (2,3).

Probabilmente l’equivoco deriva dal fatto di scambiare il concetto di resistenza esterna con quello di resistenza interna, per cui auxotonico è stato associato al tipico aumento crescente della resistenza che l’elastico fornisce in proporzione al suo stiramento (9). Mentre è vero che l’elastico fornisce sempre più tensione man mano che il muscolo si accorcia, questo non si riflette per forza in un aumento della resistenza interna, che dipende anche dal tipo di curva della resistenza nel movimento.

Ad esempio, l’elastico viene spesso usato come resistenza accomodante negli esercizi a curva discendente, con lo scopo di mantenere la tensione interna costante e non crescente. Se invece l’elastico viene usato negli esercizi a curva ascendente, l’aumento della resistenza interna rispetta la stessa variazione dei pesi liberi o dei cavi.

Conclusioni

Fonti extra-scientifiche legate al fitness spesso attribuiscono a contrazione auxotonica il significato di lavoro con gli elastici, ma questa definizione non corrisponde al reale significato usato in ambito scientifico.

L’associazione con gli elastici è anche contraddittoria, poiché non per forza questi accessori permettono un aumento della resistenza interna nella fase concentrica, e talvolta favoriscono una resistenza più o meno costante o addirittura descrescente a seconda del tipo di movimento.

Se la contrazione auxotonica indicasse un aumento crescente della resistenza interna nella fase concentrica, questo non sarebbe associabile agli elastici ma bensì alla curva della resistenza ascendente, tipica di esercizi come i rematori, le alzate laterali, o le croci inverse ai pesi liberi.

Anche l’associazione tra contrazione auxotonica e resistenze accomodanti è errata, poiché in quest’ultimo caso il fine sarebbe mantenere la resistenza il più possibile costante lungo il ROM (negli esercizi con curva della resistenza discendente), mentre la contrazione auxotonica definisce in generale resistenza e forza variabili lungo il ROM.

Il lavoro con resistenza accomodante quindi non è sinonimo di lavoro auxotonico. La contrazione auxotonica è in realtà il tipo di contrazione dinamica più comune nel mondo reale, perché sembra indicare tutti i tipi di contrazione dinamica diverse da quelle isocinetiche e isotoniche.

Riferimenti:

  1. Zatsiorsky VM, Kraemer WJ. Science and Practice of Strength Training. Human Kinetics, 2006. pp. 120-121.
  2. Aboodarda SJ et al. Muscle activation comparisons between elastic and isoinertial resistance: A meta-analysis. Clin Biomech (Bristol, Avon). 2016 Nov;39:52-61.
  3. Lopes JSS et al. Effects of training with elastic resistance versus conventional resistance on muscular strength: A systematic review and meta-analysis. SAGE Open Med. 2019 Feb 19;7:2050312119831116.
  4. Heipertz W. Medicina Sportiva. Edizioni Mediterranee. 1981. pp. 87.
  5. Li W, Stephens NL. Auxotonic loading and airway smooth muscle shortening. Can J Physiol Pharmacol. 1994. 72:1458–1463.
  6. Blottner D, Salanova M. The NeuroMuscular System: From Earth to Space Life Science: Neuromuscular Cell Signalling in Disuse and Exercise. Springer, 2014. pp. 16.
  7. Alcazar J et al. On the shape of the force-velocity relationship in skeletal muscles: the linear, the hyperbolic, and the double-hyperbolic. Front Physiol. 2019 Jun 19;10:769.
  8. Gibson AL, Wagner D, Heyward V. Advanced Fitness Assessment and Exercise Prescription (8th Ed). Human Kinetics, 2018. pp. 160.
  9. Page P, Ellenbecker TS. The Scientific and Clinical Application of Elastic Resistance. Human Kinetics, 2003.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

uno × tre =