I miti dell’ormone della crescita (GH) nel bodybuilding (parte 1)
 

L’ormone della crescita (GH), detto anche ormone somatotropo o somatotropina (STH), è uno degli ormoni più noti nel mondo del bodybuilding. La versione sintetica è ampiamente diffusa come sostanza dopante, mentre la modulazione dell’ormone naturale tramite il sonno, il cibo o l’allenamento è un tema spesso trattato in molti articoli e testi inerenti la crescita muscolare o il miglioramento della forma fisica. Dietro all’argomento si sono sviluppate da lungo tempo delle teorie dalla fondatezza discutibile che verranno esaminate in questo articolo.  

Cenni generali

Il GH rappresenta una super-famiglia di ormoni peptidici secreti dall’adenoipofisi, la parte anteriore dell’ipofisi situata al centro del cervello. Il GH segue ritmi circadiani, e la sua massima secrezione (zenith) in condizioni normali avviene in maniera pulsatile durante il sonno, 1-2 ore dopo l’addormentamento. I livelli di GH aumentano, indipendentemente dal momento della giornata in cui si dorme, durante il sonno, così come vengono attenuati durante la privazione di quest’ultimo (1).

Nell’uomo, la secrezione pulsatile del GH avviene di norma per circa il 70% poco dopo l’addormentamento (1), e questo rilascio notturno è implicato nei processi di liberazione dei grassi (lipolisi) il giorno successivo (2). Il GH viene stimolato anche durante il giorno in risposta all’esercizio fisico, all’ingestione di proteine alimentari (3) o al digiuno molto prolungato (4). Oltre ai suoi effetti sul tessuto muscolare e adiposo, l’ormone è coinvolto in molte altre funzioni – oltre 450 in 84 tipi di cellule – tra cui la regolazione del sistema immunitario, del volume dei fluidi extracellulari e il modellamento osseo (6).

Ormone anabolico o catabolico? Azione diretta o indiretta?

Il GH endogeno potrebbe essere definito come un ormone “schizofrenico”, poiché a seconda del contesto metabolico (e forse dell’isoforma) può essere mediatore di processi anabolici o catabolici, laddove catabolismo viene inteso nel suo senso generico e non sul tessuto muscolare nello specifico. Il GH può agire sia promuovendo la mobilizzazione dei lipidi di deposito (lipolisi, processo catabolico) durante gli stati catabolici, sia l’uptake e l’incorporazione degli amminoacidi in varie proteine e tessuti corporei (proteosintesi), tra cui quelle del muscolo scheletrico, durante gli stati anabolici (3).

Sebbene il GH venga di norma considerato a tutti gli effetti un ormone anabolico (precisamente proteosintetico) per via del suo nome, esso non sembra esserlo nei range fisiologici, perlomeno direttamente e nell’uomo adulto (3). Il suo ruolo principale sarebbe in realtà catabolico in alcuni tessuti e anti-catabolico in altri: esso mobilizza i grassi (lipolisi) e di riduce l’utilizzo di carboidrati e proteine durante le fasi più avanzate del digiuno.

Il GH è definito un ormone controregolatorio ad azione lenta, cioè che interviene dopo molte ore di digiuno, ben dopo il digiuno notturno (20). Durante il digiuno molto prolungato il GH stimola la lipolisi e sopprimendo l’utilizzo periferico di glucosio, anche se queste funzioni sono in realtà dibattute (4). Esiste anche un dibattito sul fatto che il GH abbia un effetto lipolitico diretto, regolando positivamente gli enzimi lipolitici a scapito di quelli lipogenici, oppure se abbia un effetto indiretto, aumentando la sensibilità lipolitica del tessuto adiposo alle catecolammine (importanti ormoni lipolitici) (21).

Anche per quanto riguarda la crescita dei tessuti il ruolo del GH viene più spesso considerato indiretto, mediante la stimolazione di un ormone chiamato somatomedina C, meglio noto come IGF-1 (fattore di crescita insulino-simile 1). Questa teoria, chiamata somatomedin hypothesis (ipotesi della somatomedina), sostiene che il ruolo principale del GH nella crescita muscolare sia solo indiretto, aumentando il rilascio del IGF-1 sistemico da parte del fegato (7). In alternativa alla somatomedin hypothesis era stata espressa un’altra teoria, la dual effector theory (teoria dell’effettore duplice), la quale sostiene che il GH sia in grado di esprimere anche da solo gli effetti anabolici senza bisogno del IGF-1 (8). La somatomedin hypothesis tuttavia è ad oggi la più accreditata (3), e in questo senso il GH sarebbe quindi mediatore dei processi anabolici tramite quello che viene definito ‘asse GH/IGF-1’.

In conclusione, il GH può essere un ormone catabolico (lipolitico) o anabolico (proteosintetico) a seconda del contesto metabolico. Durante le fasi molto avanzate del digiuno esercita una funzione catabolica (lipolisi) in sinergia con le catecolammine, mentre nel periodo post-prandiale ha un ruolo essenzialmente anabolico, in sinergia con l’IGF-1.

GH endogeno vs. GH esogeno

Date le sue proprietà, la forma farmacologica o ricombinante del GH (rhGH)  – ovvero il 22-kDa – viene usata nel bodybuilding come sostanza dopante per esaltare la crescita della massa muscolare o mantenerla durante le fasi di definizione estrema, facilitando nel contempo la perdita di grasso (9).

Sebbene nell’ambito culturistico il GH esogeno venga ritenuto una potente sostanza anabolica (9), nella ricerca è stato osservato che l’uso isolato su atleti o soggetti giovani non sia capace di provocare un vero e proprio aumento delle proteine contrattili e della forza, ma piuttosto che favorisca la ritenzione di acqua intracellulare e la crescita del tessuto connettivo muscolare tramite un aumento della sintesi di collagene (6,10). Il GH esogeno favorirebbe la crescita nelle popolazioni affette da deficit dell’ormone (GHD) come bambini o anziani (3). Ciò nonostante, il GH sembra avere un effetto permissivo e forse sinergico con il testosterone (o altri steroidi) per stimolare la sintesi proteica (6), e questo ne avvalora l’uso combinato con gli steroidi androgeni anabolizzanti (AAS) promosso nel bodybuilding (9).

È importante precisare che l’isoforma di GH ricombinante è rappresentata essenzialmente dal 22-kDa, quando il corpo produce centinaia di isoforme differenti che possono avere funzioni diversificate (11). Ciò significa che gli effetti sulla composizione corporea riscontrati con dosi sovrafisiologiche (tra 2 e 16 UI giornaliere – 9) di GH ricombinante, come normalmente avviene da parte degli atleti, non potrebbero essere paragonati agli effetti delle isoforme endogene rilasciate in quantità fisiologiche. Ad esempio, le isoforme prodotte in risposta all’attività con i pesi sono in gran parte diverse dal 22-kDa (5), e potrebbero essere quindi implicate in altre funzioni, come la lipolisi piuttosto che la proteosintesi (6).

L’impatto acuto dei macronutrienti sui livelli di GH

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