I miti dell’ormone della crescita (GH) nel bodybuilding (parte 2)
 

Nella prima parte sono state sfatate molte delle false credenze sul GH nel bodybuilding. Si è visto che il GH può essere un ormone anabolico o catabolico a seconda del contesto metabolico; in alcune fasi esso può concorrere quindi nei processi anabolici mentre in altre può favorire i processi catabolici. Il GH esogeno (farmaco) è rappresentato da una sola isoforma – il 22-kDa – mentre le isoforme prodotte endogenamente sono circa un centinaio: l’elevazione fisiologica di qualche isoforma di GH non può essere scambiata con l’effetto di iniezioni sovrafisiologiche di 22-kDa. Infine si è approfondita l’esistenza del cosiddetto rebound del GH, a conferma che anche se l’ormone viene temporaneamente soppresso, non significa che se ne riducano i livelli fisiologici nelle 24 ore. In questa seconda parte si approfondirà il resto dei falsi miti che ruotano attorno ad uno degli ormoni più popolari del bodybuilding.

Carboidrati di sera e GH

Una popolare e vecchia teoria sostiene che nelle ore serali i carboidrati dovrebbero essere evitati perché, a causa dell’elevazione dell’ormone insulina conseguente alla loro ingestione, verrebbe inibito il rilascio notturno di GH, per definizione suo antagonista (detto per questo anche ‘ormone controinsulare’). All’aumento dei livelli di insulina corrisponderebbe quindi l’inibizione del rilascio di GH a prescindere dalla circostanza specifica. L’inibizione acuta del GH, secondo una certa deduzione, comprometterebbe sia gli effetti anabolici sia quelli lipolitici da esso indotti nel suo picco circadiano (zenith).

In realtà è stato osservato che in seguito dell’ingestione di carboidrati il GH venga solo momentaneamente soppresso per poi elevarsi nelle fasi più avanzate del periodo post-prandiale (14,15). Di conseguenza, l’ingestione di carboidrati può effettivamente inibire il rilascio di GH sul breve termine, ma se questi vengono assunti a cena l’inibizione del suo rilascio non verrebbe necessariamente prolungata fino a 4-6 ore dopo, cioè nel periodo del suo zenith nelle prime ore di sonno. Inoltre, visto che anche i grassi alimentari hanno un effetto inibitorio sul rilascio di GH (16,17), secondo tale teoria anche questi dovrebbero essere evitati. Questo senza considerare il possibile meccanismo di rebound trattato nella prima parte, a riconoscere che anche se alcuni fattori inibiscono temporaneamente il rilascio dell’ormone, non si tiene conto che le quantità giornaliere vengono bilanciate successivamente (18,19).

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